11.03.2000

Le notti del sabato: QUANTI NOTAI IN DISCOTECA



Noi lavoriamo a più di 100 decibel. Sono oltre quarant’anni, aiuto!, che in sala di incisione registriamo, riascoltiamo e soprattutto missiamo a 110 dB. Non è il volume che ti stramazza, sono piuttosto le casse non in ordine. Ma se la potenza che sono in grado di mantenere è perfetta, se la natura del suono che possono riprodurre è rispettata e se sono check-uppate ciclicamente e correttamente, non c’è problema. E lo testimonia la salute mentale e psichica di tecnici, musicisti e cantanti che passano in sala la gran parte della loro vita. Oddio, c’è qualcuno che, per fortuna, è completamente pazzo, ma lo era già prima di mettere il piedino in regia. Ecco, ci sarebbe da esigere un controllo tecnico severissimo, questo sì.
Non è lì il problema. Ci sono macchine che sul contachilometri portano come velocità massima 280 all’ora. Ma il nostro limite massimo non è 130?
Per la popolazione della notte l’epoca della balia è lontana. E la mamma in divisa non è quello che un Paese libero dovrebbe accettare. Il male, come al solito, è più in fondo e le responsabilità risiedono altrove. Non voglio tirare in ballo le colpe dei genitori, già fin troppo puniti dallo sguardo desolatamente accusatorio dei figli: certo è che il vuoto spinto che si allarga sempre più, per quanto riguarda il futuro dei nostri ragazzi, è un dolore senza speranza.
La politica, quando vuole ammantarsi di buonismo e finge di interessarsi alla concretezza della vita, si trasforma in una vecchia zia che profonde i suoi buoni consigli. Certamente non può che farci piacere sapere che sopra di noi c’è qualcuno che ci vuole tanto, tanto bene. Ma l’eccesso di protezionismo, che pretende di trattarci tutti come degli inabili puponi esposti ad ogni tempesta e quindi da preservare da tutti i malanni, rischia di trasformarsi in un annullamento della responsabilità individuale.
Siamo, ormai, un Paese in mano ai consulenti legali, agli esperti di divieti, ai controllori. Un Paese dove si fa scempio di ogni briciolo di intelligenza personale. Però ci vogliono bene. E si preoccupano di dirci che cosa dobbiamo bere, come andare di corpo, che musica ascoltare, come vestirci e pensare. E questa schiera di tate, di baby-sitterone legal-militaresche è fatta da quei giovani che trent’anni fa urlavano contro ogni forma di autorità costituita.
Vedendo i manifestanti che sfilavano nella Parigi del ‘68, Eugène Ionesco si affacciò dalla finestra del suo appartamento e, con geniale senso di preveggenza, gridò: “Diventerete tutti notai!”. E questa, per chi spera in “una vita che non dormi mai”, potrebbe essere una punizione più devastante del più grande progetto rivoluzionario.

26.02.2000

Un articolo di Mina: UN DUBBIO SU JOVANOTTI
Uno straccio di tentativo di pensiero, una opinione, un desiderio di schierarsi, al di là di “cuore e amore”, glielo vogliamo riconoscere a questa povera gente della sottocultura della canzonetta? O dobbiamo per forza rimanere ghettizzati nel nostro patetico gozzaniano mondo fatto di consecutio traballanti e di rime fin troppo prevedibili? Ci vuole la patente per parlare di altro? “Sta’ z... Leggi tutto

04.03.2000

Parto "in prestito": IL CERCHIO INFRANTO TRA MADRE E FIGLIO
Se la mamma ci dice di no, corriamo dal papà a scongiurarlo di consentirci di fare quella cosa alla quale teniamo tanto. E quando il papà ci dice di sì e noi siamo felici del risultato che abbiamo faticosamente ottenuto, interviene un terzo Ente che ce lo proibisce di nuovo. E poi un quarto? E un quinto? E allora uno dove va a sbattere la testa? Diteci qualcosa di chiaro, di perentorio, magari ... Leggi tutto

18.03.2000

I figli dei divorziati: ECCO UN GIUDICE CHE VORREI INCONTRARE
Dio benedica quei giudici. Finalmente! La Corte di Cassazione ci aveva ultimamente abituato a sentenze contraddittorie che spaziavano dallo stupro sulla donna in jeans alla liceità del piedino in ufficio. Ora il buon senso sembra ristabilito e la Suprema Corte si riconcilia con la ragione e i sentimenti di chi non vuole smettere di essere uomo. È reato non educare i figli a vedere e ad amare il... Leggi tutto
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