26.10.1988

La tigre graffia ancora

di Valerio Pietranton - Giornale di Sicilia


In un mondo come quello dello spettacolo dove sempre più spesso i personaggi vengono costruiti a tavolino e "imposti" al pubblico con martellanti campagne pubblicitarie attraverso ogni tipo di mas media, continuare ad avere successo senza farsi mai vedere in giro è davvero una cosa rara. Ci può riuscire solo chi il cuore della gente lo ha conquistato veramente e non ha bisogno che la sua immagine venga sbandierata a destra e sinistra dai "fabbricanti di gusti" o faccia capolino in questa o quella rete televisiva. Il pubblico, è vero, tende a cedere alle lusinghe della pubblicità ma i personaggi che hanno rappresentato qualcosa di profondo nella propria vita e nei propri ricordi, quelli non se li scorda. Se non fosse così non si spiegherebbe l?importanza che assume ancora oggi l?uscita di un disco di Mina. Vive da tempo in una sorta di esilio dorato a Lugano, non si fa avvicinare dai giornalisti, la sua ultima apparizione in pubblico risale a ben dieci anni fa, all?ultimo memorabile concerto alla Bussola di Forte dei Marmi nell?autunno del 1978, eppure ogni sua nuova produzione discografica viene accolta come un avvenimento. I dischi sono l?unico cordone che la lega al mondo esterno. Ne sforna uno all?anno, con una cadenza quasi perfetta, tra ottobre e dicembre, e tutti vanno a finire regolarmente ai primissimi posti della hit-parade. Un unico cordone, quindi, ma ben solido. Attorno a questo ruotano infatti le attese del pubblico ma anche quelle di pressoché tutti i maggiori autori italiani. In ogni album Mina "presta" infatti la sua voce anche a loro. Almeno la metà dei brani di tutti gli ultimi dischi sono infatti degli omaggi alla nostra canzone d?autore che Mina sembra seguire sempre, anche se da lontano, con rande attenzione. Anche dal punto di vista dell?immagine "fisica" i dischi sono ormai l?unico legame con il mondo. Ognuno ha in copertina una o più foto di Mina scattate dall?unico fotografo dal quale si fa avvicinare, il suo amico Mauro Balletti, in maniera sempre stravagante. Negli ultimi tempi pare sia ingrassata a dismisura e Balletti deve fare i salti mortali "giocando" solo sul suo viso. Ci appare così con un grosso bavero attorno al collo o con una torta in testa, con una barba finta o in un fotomontaggio che ne innesta il volto su un corpo maschile da body building. Eppure l?immagine di Mina è ben presente nei ricordi di tutti gli italiani che l?hanno applaudita ed ammirata nella sua ormai trentennale carriera. Nata nel 1940 a Busto Arsizio, in provincia di Varese, ma cremonese di adozione, a diciotto anni faceva già la cantante professionista. I discografici si accorsero di lei quando nel 1958 si esibiva in un popolare locale di Rivarolo Mantovano con il nome d?arte di Baby Gate. Poco dopo cominciò a calcare il prestigioso palcoscenico versiliese della Bussola, il locale più importante degli anni Sessanta in Italia. Con il suo titolare, Sergio Bernardini, nacquero un sodalizio e un?amicizia assai profondi per cui il locale divenne per Mina una tappa fissa in ogni periodo della sua carriera. A vent?anni, nel 1960, si presentò al Festival di Sanremo. Pur cantando due canzoncine senza pretese come "Tintarella di luna" e "Le mille bolle blu" poté mettere in mostra quella voce che in breve tempo l?avrebbe resa famosissima. Una voce dalle tonalità stratosferiche che come una bomba riuscì a distruggere gli schemi della canzone melodica classica. In più con un modo di cantare volutamente scanzonato, quasi provocatorio. Il "personaggioMina" era quindi nato. La consacrazione avvenne nell?inverno del 1961 con l?inizio della sua carriera televisiva. "Studio Uno", seguito da "Milleluci", "Sabato Sera" portarono la "tigre di Cremona" (questo il suo nome di battaglia in quegli anni) nelle case di tutti gli italiani che la elessero in breve propria beniamina. Perfezionò il suo repertorio diventando ben presto una interprete di livello internazionale. Immortalò brani indimenticabili come "Il cielo in una stanza", "Grande grande grande" e tanti altri senza trascurare quei pezzi come "Brava brava" scritti apposta per mettere in luce a pieno le sue incredibili qualità canore. Il grande Louis Armstrong, dopo averla ascoltata, disse che si trattava della "più straordinaria cantante bianca dei nostri anni" e anche Frank Sinatra fece di tutto per averla accanto in concerto. I suoi dischi cominciarono a spopolare in Italia e a passare le frontiere. Assieme alla popolarità "cresceva" però anche il suo fisico. Dotata di una corporatura massiccia e sinuosa, ha sempre avuto una forte tendenza a ingrassare. Il tutto in stretto collegamento con gli alti e bassi della sua vita privata, sempre turbolenta e costellata di momenti drammatici. Nel ?63 il settimanale Gente rivelò che aspettava un figlio dall?attore Corrado Pani e la Rai in un eccesso di puritanesimo la "sospese" cautelativamente in quanto "ragazza madre", sostituendola con la "casta" Rita Pavone. Il figlio, Massimiliano, è diventato col tempo uno dei suoi autori preferiti. Un paio di anni dopo in un terribile incidente stradale morì l?amatissimo fratello "Geronimo" anch?egli cantante. Venne poi la rottura con Corrado Pani, un lungo periodo di depressione e un nuovo matrimonio con il giornalista Virgilio Crocco che qualche anno dopo morì negli Stati Uniti investito da un?auto. Se la voce continuava a sprigionare note da brivido, il suo aspetto si deteriorava. La freschezza del viso e il suo aspetto tutto sommato sexy scomparivano via via e cominciò ad appesantirsi oltre misura. Decise quindi di abbandonare le scene e rifugiarsi in un posto riservato e tranquillo, accanto al nuovo compagno, il cardiologo Eugenio Quaini. Era il 1978. Da allora niente più in pubblico, solo la sala di registrazione una volta all?anno. Per fortuna la sua casa discografica non ha smesso di crescere. In oltre quaranta album e alcune decine di singoli ha inciso sul mercato italiano 685 brani diversi, più quelli destinati all?estero. Questi ultimi sarebbero potuti essere molti di più ma le sue ritrosie a viaggiare, le sue paure e la sua vita tempestosa in genere le hanno impedito di diventare una star internazionale. L?America si è più volte rivolta a lei offrendole la strada per la popolarità mondiale ma Mina ha sempre rifiutato.


Valerio Pietranton



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