09.04.1959

La Mina mezza matta

di Franco Moccagatta - Il Musichiere


S'è detto che siamo malati di solitudine. S'è detto che si canta per non sentirci soli. Si sono dette tante cose. Forse saranno vere, forse no. Neppure Mina sa bene perché, improvvisamente, da cinque mesi soltanto, abbia preso a cantare. Prima era unicamente Mina Mazzini, la figlia diciottenne d'un ricco industriale cremonese, una ragazza che, dopo essere nata casualmente a Busto Arsizio, aveva frequentato elementari, medie e d Istituto di ragioneria a Cremona. Una ragazza alta, nervosa, dai grandi scuri occhi inquieti, dai capelli scarabocchiati intorno a un pallido, mobilissimo viso. "E' strana", "è mezza matta", "è irrequieta come il vento nero" dicevano di lei genitori, conoscenti, maestri. Mina li ascoltava. Nuotava nel Po alla disperata, disegnava frenetica surreali paesaggi stregati, non aveva amiche, non aveva amici, non posava un libro finché non l'aveva letto tutto, si buttava a dormire e dormiva dodici ore filate, andava in campagna, a cavallo, lungo il fiume, per ore, dimenticando di mangiare, vivendo di sole e di nuvole in cielo. Certe volte, in classe, durante l'intervallo, cantava. Allora le sue compagne le dicevano: "Ma perché non fai la cantante?". Mina alzava le spalle. "Quelle ragazze", racconta Mina, "continuavano a rugarmi. Una volta persi la pazienza e andai ad una fiera in un paesetto vicino a Cremona. Per combinazione c'erano anche Natalino Otto e sua mogie. I paesani, col cappello in testa e il vestito della festa, mi guardavano diffidenti. Mi misi a cantare. Ho aperto bocca e quelli si sono messi ad applaudire. Non so perché. Il bello è che avrei cantato anche se si fossero messi a fischiare. Quel giorno compresi una cosa: avrei continuato a cantare, ma non per il successo, il guadagno, non per gli altri: per me."
Da quel giorno, infatti, la figlia dell'industriale, tralasciato il cognome troppo carico di storia, è divenuta soltanto Mina, ha continuato a cantare per sé, come piace a lei, scegliendo le canzoni preferite, adattandole, trasformandole, arrangiandole secondo i propri gusti; e, per non essere costretta a dipendere da un'orchestra, ne ha creata una propria. E' riuscita a far sciogliere due complessi giovanili lombardi, ad accaparrarsi cinque elementi dai diciannove ai venticinque anni, ad affiatarli, ad elettrizarli, a gettarli in uno sbaraglio di note e di ritmi come pirati d'una spericolata ciurma musicale a cui impose il nome de "I solitari" e di quella è sovrana. Mina e i suoi "solitari", in questi soli cinque mesi, si sono già esibiti alla radio, in un locale notturno milanese, in una tournée in Jugoslavia, alla "Sei giorni della canzone". Ora sono alo Sheherazade di Roma. Poi, a maggio, andranno in Spagna, e in giugno a Parigi, alla televisione e all'Olympia, e in luglio ad Ischia, ed in autunno nel Nord America. Inoltre, Mina, non bastandole di essere Mina, cioè una sola cantante, si è moltiplicata. Ha creato baby gate, una cantante che in realtà è sempre Mina. Il curioso è che, oggi, dopo il fenomeno Dallara, stanno esplodendo due nuovi successi determinati dai dischi nei juke-box: Mina e Baby gate. Mina, ad esempio ha inciso Non partir Malatia, Ho scritto col fuoco, Bellissima, Nessuno, Tua, Io sono il vento. Di baby gate, invece, vanno forti le incisioni di Be bop a lula, Passion flower, The diary, Julia, When My true love. Che ne sarà di queste due donne? Come finirà di questa doppia corsa al successo riunita in una sola persona? "Ho deciso", dice Mina, "che vincerà chi diventerà più popolare. Un giorno, quindi, Mina o Baby Gate smetterà di cantare e farà la brava ragazza. L'altra invece continuerà a cantare e ad essere mezza matta." Che dicono, comunque, i cinque "solitari"? della loro capociurma? "Poveraccio quell'uomo che se la piglia", ecco che cosa dicono. Però sarebbero pronti a scannare chi si azzardasse a dir male della loro regina. Perché essi, che giorno per giorno le vivono accanto, sanno che Mina, come tutte le ragazze di diciotto anni "mezze matte", canta per una sola ragione: perché ha tanto amore nel cuore.

Franco Moccagatta

Franco Moccagatta



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