25.01.2014

Massimo Moriconi, quella lunga profonda nota Mina.



Massimo Moriconi ovvero una parte, anzi due parti, per il tutto: Massimo e il suo contrabbasso sono le due parti di quel tutt’uno che è Massimo Moriconi. Il suo contrabbasso suona la sua vita, la sua vita suona il contrabbasso. È subito chiaro dal primo momento in cui si comincia a sentirlo suonare. Bastano poche misure, di una ballad, di un blues di qualcosa funky, un solo con l’archetto, per avere l’immagine, la foto che meglio lo possa rappresentare. Per parafrasare un grande autore: ritratto in quattro corde e cassa armonica. Anzi, si ha davanti, pagina per pagina, l’album di Massimo.

Ed abbiamo Massimo che comincia a suonare il basso a 13 anni, che dopo gli studi classici al conservatorio “L. Refice” di Frosinone, comincia, ancora giovanissimo, instancabile, irrefrenabile, affetto da bassocontinuità, un’attività intensa e densa di collaborazioni di rango, in formazioni di altissimo livello, italiane e internazionali.

Lui dice che la sua musica è vita più che preparazione, io gli rispondo che è talento raro su un tappeto di conoscenza sul quale volare alto. Abbiamo avuto tutti il morbillo, la varicella, il mal di gola, un premio per un qualsiasi motivo, mille delusioni per mille altri, abbiamo amato disperatamente, siamo stati amati, siamo stati antipatici a qualcuno, abbiamo provato un giorno o più giorni una serenità appagante quasi sconcertante, ci è sembrato a un certo punto di non farcela più, ma non tutti, perlomeno non io, suoniamo uno strumento come lui suona il suo basso.

A Massimo Moriconi non c’è bisogno di chiedere quelle note profonde, “marroni o blu” come chiese a un contrabbassista un incauto direttore d’orchestra ottenendo solamente che questi riponesse con calma lo strumento nel fodero e si avviasse verso l’uscita salutando con un gesto della mano.

Le note di Massimo Moriconi sanno essere lunghe, profonde, mentre vanno scavando giù, nei labirinti della tristezza e nelle stranezze della felicità, dense, e possono essere spesso straordinariamente lunghe, forti, indispensabili quanto inattese.

Massimo Moriconi, per felici periodi dell’anno, da molti anni, si astrae da tutto il resto e si immerge con gioia nella intensa lunga nota Mina.

Massimo l’ho conosciuto che eravamo ancora ragazzi: giovane io, giovanissimo lui. Era il contrabbassista del gruppo col quale facevo le serate nei jazz club di Roma. Io sono rimasto la pippa di allora, lui si è confermato il grande che era già.

Anni dopo, pochi, ci siamo ritrovati, per strade diverse, a Lugano in sala di incisione, sotto l'ala di Mina.

Lele Cerri - Massimo, sono partito da episodi appena post-adolescenziali. Poi ce n’è stata di roba nel mezzo. Fino a Christmas Song Book.

Massimo Moriconi - Un gran bel lavoro. Bella atmosfera. Christmas Song Book è un disco acustico e quindi fatto tutto alla prima o seconda take, molto spontaneo…venuto di getto! Mi ha divertito l' idea di Topolino e vedermi suonare il contrabbasso da Papero! …Non vorrei essere monotono ….ma ogni incontro con Lei è fantastico. Poi spesso i dischi con lei sono una cosa quando li registri e un’altra quando li riascolti, all’ uscita; ci trovi tante sorprese. I duetti li ho scoperti sempre dopo….ad esempio quello con Fiorello, con Grillo etc,etc, Quindi spesso fare un cd con Mina vuol dire farne due, uno quando lo suoni e uno quando lo ascolti una volta che è uscito.

 L.C.- Massimo, ti ho lasciato a Roma e ti ho ritrovato pochi anni dopo con Mina in sala di incisione a Lugano ai tempi della tua prima collaborazione : per l’album “25º”, del 1983. Dagli Appennini alle Ande, gita premio o ormai eravamo diventati grandi?

M. M.- Grandi di età? No, sono ancora un bimbo perfino adesso; perché mi emoziono quando faccio, a prescindere da quello che faccio. Se intendi grande in senso artistico, sono l' ultima persona che può dire quanto valessi e quanto valga. In genere, dopo che faccio l'amore lo lascio dire alla mia partner, se ha voglia di dirlo, se ho dato qualcosa di bello o no. E così' anche quando qualcuno mi chiama a suonare nei dischi o in concerti! Oddio, però, che collegamento! Ma sì, sì, è lo stesso… tanto Lei mi conosce ed è riuscita sempre a cogliere il senso di quello che dicevo, anche quando mi mangiavo le parole in quei momenti nei quali la testa e il cuore andavano a mille!

L.C. - Convocato da Mina. Tua prima impressione al momento della proposta. Considerazioni, riflessioni.  

M.M.- Fui convocato da Victor Bach (Vittorio Bacchetta) arrangiatore conosciuto a Roma durante una produzione televisiva con l' Orchestra della RAI con la quale lavoravo assiduamente come "aggiunto". Gli regalai il mio primo disco come leader (Bass in the sky) e dopo un paio di mesi mi chiamò chiedendomi se avevo piacere di fare un disco con Mina…infarto. Lasciai una scia del colore dell’emozione o della gioia, o di un misto delle due, lungo tutto il tragitto da Roma a Lugano… l' impatto con la personalità' e la voce di Mina è ancora indelebile: meraviglioso !!!!!!!! Essere umano speciale, una razza molto rara. E poi… riuscire a suonare con un mito della mia adolescenza (mi piaceva come donna e come cantante, al di sopra di tutte le altre) è stato un trip. Una sensazione di irrealtà che ho in un altro modo provato, poi, quando ho suonato con Jerry Lewis, alla Bussola di Viareggio … fu un po come suonare con Topolino!

 L. C.- Come è avvenuto il primo incontro fisico (Ciao, piacere, sono Mina? Scusi, Moriconi, mi accompagna un momento al supermercato prima di cominciare a lavorare? Buio, lampo, nuvola di fumo, Walkirie in sottofondo e appare lei?).

 M. M.- Ahahahahaha…in effetti , dopo la sua voce, se possibile ancora più' bella dal vivo, mi colpì la sua semplicità, la sua naturalezza, il suo non ostentare. il suo vivere in una sorta di pigra frenesia, il suo modo speciale di essere donna. Un’impressione che è poi cresciuta negli anni a seguire, dopo aver collaborato con quasi tutti nel campo musicale: il confronto è impietoso! Ho capito una cosa fondamentale per la musica e la vita: più' sono pippe e più' parlano, straparlano, giudicano e non si accorgono dei propri limiti! Una simile a lei come approccio è stata Liza Minnelli (premi Oscar e sangue blu hollywoodiano!!!). Gentile, disponibile e…. quando le ho detto che ero il bassista di Mina (30 cd circa) mi ha chiesto l' autografo dicendomi che era la sua cantante preferita al mondo e che lo era anche di Sinatra. Chiaramente mi sono guardato bene dal farglielo, l’autografo!

L.C.- Le prime sedute. Cosa c’era di diverso, se c’era, dalle altre tue sedute d’incisione, jazz o no.  

M. M.- Con lei ogni seduta di registrazione è stata un viaggio verso terre sconosciute fino a quel momento! Sono sempre tornato a casa con qualche cosa in più dentro, nell' anima e nelle mani….ah! e anche nelle tasche! ahahahahahaah

L.C.- Mina e i musicisti. Ossia, Mina e Massimo Moriconi. Scambi di idee sul da farsi al momento di affrontare un brano?

M. M.- Si, certamente….ma alla fine quando si doveva scegliere quale track del mio basso usare mi ha sempre lasciato l'ultima parola dicendomi….Nel cd c' e' il tuo nome vicino al basso quindi devi decidere tu! Grande gioia e grande responsabilità. Unica. Sarebbe stata anche una grande allenatrice di calcio! È di una determinazione estremamente rassicurante e piacevole che si manifesta anche nel suo modo di sorridere.

L.C. - Il disco e il brano in cui hai preferito suonare. O i tuoi preferiti. Insomma, quello con un certo non so che, con un qualcosa in più, che rimarrebbe sulla torre se dovessi fare spazio.

M.M. - TUTTIIIIII!!!! Ma per quel certo qualcosa in più' parlerei di Sconcerto, Napoli 1, Songbook 12…. mah... ma come si fa a votare l’ora più bella di un grande amore?

L.C. - In questo momento ho letto di un tuo progetto che ti sta molto a cuore, si chiama Databass. Di che cosa si tratta?

M. M. – Sì, DATABASS. Sono 25 anni che il mio lavoro di musicista si è incrociato e legato con quello della Didattica. Sono Direttore Didattico di Percentomusica, scuola romana, ho scritto 4 metodi, 5 video e tanti allievi…DATABASS e' una spremuta di questi 25 anni. Si tratta di 4 metodi (tecnica groove, Professione bassista, Il blues e Improvvisazione) x basso corredati di parti, basi, video, info etc. ogni libro è contenuto in un app scaricabarile da iTunes store x iPhone e iPad ( a breve anche x Android)…un mio testamento Didattico! ahahahahahah

L.C. - Una tua piccola storia del making di Christmas Song Book

M.M. - Buona la prima.

L.C. - E detto un po’ più per esteso? Con minor parsimonia?

M.M.: Te la dico tutta…questo x far capire ancora una volta come funziona con lei. Massimiliano ci ha convocato x 3 giorni nei quali avremmo dovuto registrare il cd: 12 standards. Nella tarda mattinata del secondo giorno avevamo finito: che si fa????…facciamo un altro disco !!!! Così nacque Christmas Song Book!(amen) E' incredibile come, andando alla velocità di Mina che e' di 300 anni luce all'ora, si possano vedere i particolari del paesaggio ai lati della strada….solo con Lei. Velocita' e accuratezza coniugati!

L. C.: Cosa ti piacerebbe che Mina avesse in serbo, adesso, come nuovo progetto? Hai un’idea, qualcosa che ti piacerebbe realizzasse?

M.M.: Un disco in cui suonare in trio i suoi successi più' famosi di sempre, con Lei sempre in diretta con noi, come su un palco di un Jazz club, e magari un disco dedicato alla musica Latina.

L.C. Avete mai parlato di un progetto contrabbasso, basso e voce? Tu che ne diresti? È stato realizzato, un tempo, qualcosa del genere, da Ray Brown con solo la batteria di Jo Jones, se non sbaglio, e da un po’ mi lambicco il cervello perché ho in mente, senza un ricordo preciso, un lavoro basso e voce; e non so se sia una mia fantasia o meno.

M.M.:Abbiamo fatto diverse introduzioni basso e voce ma fare anche un solo brano basso e voce, per me vorrebbe dire: "Adesso vendiamo tutto e compriamo una barca per andare a pesca nei Mari del Sud…perché' di più' non si potrebbe fare!". Non so quale sarebbe il risultato musicale ma di sicuro sarebbe il disco più' economico; perche' pagherei io per farlo! Ahahahahahahahahah. Paradosso, paradossale. Si sono mai usati questi termini nella storiografia di Mina?

L.C.: Onestamente non saprei. Un mio amico, a proposito di Mina parlò di “incautezza tipica delle grandi”. Le piacque. Ma paradosso e paradossale non ricordo di averli mai letti. Mi saranno sfuggiti. Ma anche fosse, li abbiamo aggiunti adesso noi. 



© Lele Cerri

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24.02.2004

Maurizio Morante

Mina ha cantato undici sue canzoni. Lui ha assestato un bel po’ di altri ottimi colpi con brani cantati da pop.star e altri mostri sacri e altre collaborazioni assolutamente invidiabili. È titolare di un sito che si potrebbe dire prezioso, molto ben organizzato, da cui traspare una chiarezza di idee molto simile ad un talento naturale che va ad unirsi a quello di musicista e autore di testi forti e precisi.

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